di Piero Santonastaso | Facebook.com/Mortidilavoro
Eccoci qui, l’ennesima giornata in cui i media non fanno il loro lavoro, i sindacati balbettano, la politica cade dal pero, il governo tace e gli imprenditori (completare a piacere).
È stato un martellamento continuo sui 3 lavoratori morti in Friuli Venezia Giulia, Umbria e Campania, come se 3 (tre) non fosse da anni la media quotidiana delle vittime del lavoro.
La cosa grave è però un’altra: martedì 25 marzo 2025, i lavoratori morti non sono stati 3, ma 6 (sei), esattamente il doppio.
Daniel Tafa, che viveva con i genitori e i due fratelli minori a Vajont (Pordenone), lunedì 24 marzo ha festeggiato il suo 22° compleanno.
All’1,30 del 25 è morto sul posto di lavoro, alla STM di Maniago (PN), azienda di stampaggio a caldo, la stessa in cui lavora il padre di Daniel.
È accaduto tutto in un attimo, quando il ragazzo ha riavviato il macchinario che stampa ingranaggi industriali; per motivi da appurare uno stampo ad altissima temperatura è andato in pezzi e uno di questi ha colpito Daniel alla schiena, uccidendolo sul colpo.
Era al lavoro nella notte del 25 marzo anche Nicola Sicignano, 51enne di Gragnano (Napoli), dove viveva con la moglie e i due figli. Operaio alla SB Ecology (Balestrieri Holding) di Sant’Antonio Abate (NA), è finito con la testa e un braccio negli ingranaggi di un nastro trasportatore, che lo hanno straziato.
Alle 7,30 di martedì 25 marzo Umberto Rosito, 38enne di Orvieto (Terni), moglie e una figlia, stava sistemando i segnali per un cantiere stradale al km 446 dell’A1 in direzione Firenze, poco dopo il casello di Orvieto. È stato colpito in pieno da un camion, che ne ha causato la morte istantanea.
Non erano ancora le 7 di martedì 25 marzo quando il 70enne Franco Cordioli, di Valeggio sul Mincio (Mantova), ha messo in moto il trattore nei Vivai Marconi di Roverbella (Mantova). ùIn quell’azienda aveva lavorato per 40 anni e dopo la pensione aveva continuato a farlo, con la mansione di trattorista.
Qualche minuto dopo le 7 Cordioli è stato trovato accasciato sul volante del trattore, che aveva tamponato un muletto, vittima probabilmente di un malore.
Due manovali macedoni sono morti nel tardo pomeriggio di martedì 25 marzo in un incidente stradale sulla 308, la nuova strada del Santo, nel territorio di Loreggia (Padova). Con il furgone della Luison di Castello di Godego (Treviso) rientravano da un cantiere insieme a un connazionale quando si sono scontrati frontalmente con un tir.
Nello schianto, secondo alcuni testimoni dovuto a uno sbandamento del furgone, hanno perso la vita il 52enne Bajram Bajramoski, residente a San Zenone degli Ezzelini (Treviso) e il 65enne Fuat Etemovski, che viveva a Pieve del Grappa (TV). Il terzo operaio è stato elitrasportato a Treviso, mentre l’autista del tir è ricoverato a Camposampiero.
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Marzo 2025: 78 morti (sul lavoro 63; in itinere 15; media giorno 3,1)

Anno 2025: 240 morti (sul lavoro 198; in itinere 42; media giorno 2,9)
38 Lombardia (sul lavoro 27, in itinere 11)
30 Veneto (25 – 5)
19 Sicilia (14 – 5)
18 Campania (15 – 3); Emilia Romagna (12 – 6)
17 Puglia (16 – 1)
15 Lazio (12 – 3)
14 Toscana (12 – 2)
13 Piemonte (13 – 0)
12 Abruzzo (11 – 1)
10 Calabria (10 – 0)
8 Umbria (8 – 0)
6 Marche (5 – 1)
4 Alto Adige, Basilicata (4 – 0); Liguria (3 – 1)
3 Trentino, Friuli Venezia Giulia (3 – 0); Sardegna (2 – 1)
1 Molise (0 – 1)
Gennaio 2025: 87 morti (sul lavoro 72; in itinere 15; media giorno 2,8)
Febbraio 2025: 75 morti (sul lavoro 63; in itinere 12; media giorno 2,7)