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La Sicilia schizza al terzo posto dietro Lombardia e Veneto nell’orribile classifica delle regioni con più morti.

di Piero Santonastaso | Facebook.com/Mortidilavoro

Fino al 27 gennaio la Sicilia era una delle pochissime regioni senza morti di lavoro. Quel giorno è stata imboccata una china di cui non si vede la fine: 19 vittime in 56 giorni, una ogni 70 ore, 3 nell’ultimo fine settimana, terzo posto dietro Lombardia e Veneto nell’orribile classifica delle regioni con più morti.

Sabato 22 marzo Gandolfo Cascio, fabbro 49enne di Polizzi Generosa (Palermo), si è spento nell’ospedale Civico di Palermo, dove era ricoverato dal giorno prima, quando era caduto da una scala nel garage di un cliente. Non è sopravvissuto ai gravi traumi cranici.

Morte in un ospedale di Palermo, il Villa Sofia, anche per l’antennista 53enne Salvatore Aurilio, ricoverato da lunedì 17 marzo per una caduta durante un intervento in un condominio del capoluogo siciliano.

I soccorsi erano stati lunghi e complicati tant’è che per far arrivare il ferito in ospedale era dovuto intervenire il nucleo SAF dei Vigili del Fuoco. La situazione era però compromessa e giovedì 20 marzo i medici hanno dichiarato la morte cerebrale dell’artigiano. La famiglia ha acconsentito alla donazione degli organi.

Sabato 22 marzo è morto in un incidente stradale il 58enne catanese Ignazio Riccardo Asti. Rientrando con lo scooter da un impegno di lavoro a Misterbianco, si è scontrato frontalmente con un’automobile a San Giovanni Galermo ed è morto sul colpo.

Francesco Tedone, 62enne di Corato (Bari), operaio in un pastificio della zona, arrotondava lo stipendio con un secondo lavoro da imbianchino.

Domenica 23 marzo è stato trovato senza vita in un appartamento in ristrutturazione, dopo l’allarme lanciato dai familiari che non lo vedevano rientrare. Non è chiaro se la morte sia dovuta a una caduta o a un malore. La procura ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo.

Ghendi Muca, 30enne operaio agricolo albanese, è morto a Gessopalena (Chieti) domenica 23 marzo, quando il suo trattore gommato si è ribaltato, finendo in un fossato. L’uomo è deceduto all’istante.

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Marzo 2025: 69 morti (sul lavoro 54; in itinere 15; media giorno 3)

Anno 2025: 231 morti (sul lavoro 189; in itinere 42; media giorno 2,8)

37 Lombardia (sul lavoro 26, in itinere 11)

28 Veneto (23 – 5)

19 Sicilia (14 – 5)

17 Emilia Romagna (11 – 6); Puglia (16 – 1)

16 Campania (13 – 3)

15 Lazio (12 – 3)

13 Piemonte (13 – 0); Toscana (11 – 2)

12 Abruzzo (11 – 1)

10 Calabria (10 – 0)

7 Umbria (7 – 0)

6 Marche (5 – 1)

4 Alto Adige, Basilicata (4 – 0); Liguria (3 – 1)

3 Trentino (3 – 0); Sardegna (2 – 1)

2 Friuli Venezia Giulia (2 – 0)

1 Molise (0 – 1)

Gennaio 2025: 87 morti (sul lavoro 72; in itinere 15; media giorno 2,8)

Febbraio 2025: 75 morti (sul lavoro 63; in itinere 12; media giorno 2,7)

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Di Marco Ferri

Marco Ferri è copywriter, autore e saggista, si occupa di comunicazione commerciale, istituzionale e politica.

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