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Paradossi pericolosi.

I paesi arabi hanno deciso di produrre energia nucleare. Lo ha riferito il segretario della Lega Araba, Amr Mussa. Al termine di una riunione al Cairo, Mussa ha annunciato che “i paesi arabi hanno deciso di utilizzare il diritto che è loro garantito dall’adesione al Trattato di non proliferazione nucleare per accedere all’uso pacifico di energia nucleare. Molti paesi hanno ora cominciato ad entrare in questo settore scientifico avanzato, necessario e critico”.

E’ una notizia che non farà piacere a Bush, che vorrebbe impedire all’Iran il nucleare, con la scusa che potrebbe costruire armi nucleari. I paesi arabi si schierano con Teheran e il suo dichiarato diritto a dotarsi di centrali per la produzione di energia nucleare. Ma, allo stesso tempo è un brutta notizia per i paesi importatori di petrolio, tra cui l’Italia.

Per ben due motivi: il primo è che se i maggiori produttori di petrolio vogliono produrre energia nucleare, allora è vero che i giacimenti petroliferi sono vicini all’esaurimento. La seconda pessima notizia è che il nucleare potrebbe diventare la fonte di approviggionamento energetico del futuro, vanificando le forti resistenze delle opinioni pubbliche europee sui pericoli dell’energia atomica.

L’aggravante sta nel fatto che una tecnologia con forti pericoli, sia nella produzione, che nella manutenzione, per non parlare dello stoccaggio delle scorie sarebbe in mano di governi a bassa intensità di trasparenza democratica, come sono i paesi arabi, moderati verso l’occidente, ma estremisti nella gestione del potere interno, compresa la libertà di stampa e dunque di critica verso le scelte energetiche di quei governi. Senza contare la vicinanza con l’Europa, e quindi il coinvolgimento oggettivo in caso di fughe radioattive.

Ed ecco un bel paradosso della contemporaneità: da un lato è giusto che i paesi meno economicamente sviluppati abbiano accesso a quelle tecnologie che finora sono state di esclusivo appannaggio delle potenze economiche più avanzate; d’altro canto l’uso di queste tecnologie aumenta i pericoli e mette in luce le debolezze strutturali di quei sistemi sociali che dovrebbero gestirle.

Se non avessimo perso tempo, denaro e vite umane nella pantomima delle guerre di civiltà, forse avremmo potuto discutere di un altro modello di sviluppo e di crescita, proprio a partire dall’energia, dalle sue fonti e magari avremmo potuto gettare almeno le basi per un alternativa, compatibile alle società umane e alla salute del pianeta. La guerra di Bush ha bloccato la storia. Ma la storia sta andando avanti. E non è detto che stia imboccando la strada giusta. Beh, buona giornata.

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Sfondando una porta aperta

A duecento all’ora in una galleria l’Eurostar Roma-Torino un portellone della carrozza numero cinque si è staccato ed è finito contro un finestrino. La porta improvvisamente si è aperta e poi il portellone si è schiantato, dopo aver sbattuto contro un finestrino, con uno strazio di lamiere.

“Già alla partenza da Roma – hanno detto alcuni viaggiatori – il portellone non si apriva e siamo stati costretti a salire da un altro ingresso”.

Trenitalia precisa che sono in corso accertamenti per verificare se il portellone, “che era stato bloccato e messo in sicurezza a causa di un guasto, non sia stato oggetto di un atto di manomissione”. Questa versione sa di bugia.

Come sa di bugia la leggenda della “cura Cimoli”quando si parla delle Ferrovie italiane. Tagliando di qua tagliando di là saltano i coperchi, o le porte. Per fortuna non si è fatto male nessuno, tranne la reputazione delle nostre Ferrovie. Per fortuna era solo un treno. Fosse stato un aereo? Beh, buona giornata

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Pubblicità spericolata.

”E’ un fatto personale – specifica Vasco Rossi – non ho nulla contro la pubblicità ne’ giudico chi la fa. Ma per quel che riguarda me, adesso sento primaria la necessità di proteggere le mie canzoni da un’esposizione che ritengo esagerata in pubblicità. Errare e’ umano, perseverare sarebbe diabolico come recita un vecchio e saggio proverbio. E io ho scelto, per quanto sta nelle mie possibilità, di non vendere i miei sogni, che sono poi anche quelli dei miei fans”.

Vasco Rossi dice basta all’utilizzo delle sue canzoni per gli spot pubblicitari. Stavolta infatti il Blasco ha deciso di non concedere “Ti prendo e ti porto via” per il nuovo spot della Fiat perché intende preservare il suo repertorio ”dal rischio di un uso eccessivo negli intervalli pubblicitari”.

Non ho nulla contro le campagna Fiat, che sono di gran lunga migliorate da un passato grigio e monotono. Dunque il discorso è più generale: ecco che succede quando si fa troppa pubblicità in tv. Se si è stufato Vasco Rossi, figuriamoci i telespettatori, e dunque i consumatori.

Il “rischio di un uso eccessivo degli intervalli pubblicitari” non fa bene alla tv, non fa bene alla pubblicità, né alla marca, né al prodotto. Fa male anche ai creativi. Perché la quantità uccide la qualità. Beh, buona giornata.

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La deberlusconetion.

La proposta di legge del centrosinistra sul conflitto di interessi – che dovrebbe andare all’esame della commissione Affari costituzionali di Montecitorio dal 13 settembre – trova l’opposizione netta del centrodestra con, in primis, Renato Schifani che parla di legge contro Berlusconi – e la pronta reazione della maggioranza che rifiuta il bollino di “parzialità” in una materia alquanto delicata.

“Non conoscono neanche il disegno di legge e già dicono che non va bene”, dice Fassino. Giuliano Amato dice che la legge è nel programma dell’Unione quindi “deve essere fatta”.

Alfonso Pecoraro Scanio dice la nuova normativa è di stampo europeo, per cui: “le critiche della Cdl sono strumentali e dimostrano solo l’allergia di questa destra alle regole”.

Da parte sua Paolo Gentiloni dice: “Proporrò nelle prossime settimane, entro il mese di settembre, una modifica della legge Gasparri”. Il ministro per le Comunicazioni lo dice dalla platea della Festa dell’Udeur a Telese dove parla anche della legge sul conflitto d’interesse: “è una legge indispensabile -dice-, sarà una legge giusta. Non sbilanciata o persecutoria, ma severa e giusta”.

Fare una nuova legge sul sistema televisivo e fare finalmente una legge sul conflitto di interessi, questioni intrecciate che hanno rappresentato l’anomalia italiana in Europa è “oggettivamente” una passo decisivo verso la fine del berlusconismo.
L’attenzione si deve ora spostare sui contenuti delle due nuove normative e su i rispettivi iter parlamentari: è su quei terreni che si potrà giudicare il governo e la sua maggioranza.
Beh, buona giornata.

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Non lo svegliate troppo presto.

Il presidente del Consiglio dei Ministri, Romano Prodi tiene costantemente informato degli sviluppi diplomatici della vicenda Libanese il capo dell’opposizione, Silvio Berlusconi.

Il quale però fa tardi tutte le sere, perché è molto impegnato in questi giorni d’estate, tra una festa mascherata da berbero, le nottate al Billionare e e in altri locali notturni, nonché il disturbo della queste pubblica, provocato da un “vulcano di fuochi d’artificio” nella sua villa in Sardegna.

Deve essere molto penoso svegliarlo la mattina presto per parlargli di cose serie, come la presenza di un contingente italiano nel Libano. Beh, buona giornata.

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Giù le mani da Totò.

“No, guardate, con Prodi non sono mai d’accordo. Non sono d’accordo ‘..a prescindere..'”. Con questa battuta il presidente di Fi, Silvio Berlusconi, risponde alle domande dei giornalisti che gli chiedevano se fosse d’accordo con il premier secondo cui la vittoria dell’Italia ai mondiali avrà un effetto benefico anche sull’economia. Giù le mani da Totò, a prescindere.

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Una informazione contro una corporazione.

Un lettore mi scrive a proposito di “Non costringeteci a fare di tutti i tassisti un fascio”, rispondendo al quesito come si può fare a meno del taxi all’aeroporto di Genova. Ecco il testo:
“Per quanto riguarda Genova” posso risponderti io: esiste una linea “accelerata” che dall’aeroporto arriva in centro effettuando solo le fermate principali delle linee normali, il biglietto ha un prezzo più alto, ma può essere utilizzato per tutto il giorno sulle linee cittadine.
Attualmente le partenze sono grosso modo ogni mezz’ora, e fino a qualche tempo fa correva la cattiva leggenda metropolitana che la tabella di marcia fosse fatta appositamente per essere in coincidenza con il minimo numero possibile di voli, per non “dare fastidio” ai tassisti, che (sempre secondo la leggenda) non vedevano troppo di buon occhio questa concorrenza dell’autobus…
Come ho detto, si tratta di una mala diceria. Però, chissà, “a pensar male”…
Metto a disposizione di tutti queste indicazioni, con la speranza di ottenere analoghe informazioni da Torino. La buona informazione combatte le pessime corporazioni. Beh, buona giornata

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Non costringeteci a fare di tutti i tassisti un fascio.

Mai visti tanti taxi, come in queste ore. Sarebbe a tutti piaciuto ce ne fossero quando ce ne era bisogno. Tanto più che ognuno li paga, tanto più che operano su licenza di trasporto pubblico. Però, siamo in un paese democratico, e la nostra Costituzione, riconfermata dal risultato Referendum , tanto per essere chiari, tutela il diritto di sciopero.

Lo so che gli altri lavoratori dei trasposti devono dichiarare gli scioperi con un netto anticipo, lo so che il codice di autoregolamentazione vieta gli scioperi in prossimità dei grandi esodi.
Lo so che bisognerebbe garantire le fasce protette.

Ma i nostri tassisti pensano di vivere ancora nel paese della cuccagna: Francia o Spagna, basta che se magna. Alcune schegge impazzite dell’ex maggioranza di governo soffiano sul fuoco della protesta. Buon per loro, se gli va di fare questo errore: ne hanno fatti talmente tanti da perdere tre elezioni consecutive. Questo segna il tassametro: volete la ricevuta?
Va bene, allora ecco la ricevuta della democrazia.

Cominciamo da Roma.
Per chi parte o arriva da Fiumicino, un ottimo sostitutivo del taxi è il treno: parte da molte stazioni dell’anello ferroviario, costa poco, ha l’aria condizionata. La stazione ferroviaria è all’interno dell’aeroporto. Il treno arriva alla stazione Termini: lì c’è la metropolitana e gli autobus.

Per quanto riguarda Milano.
A Linate, per chi parte o arriva, c’è la linea 73, che fa capolinea dall’aeroporto di Linate, costa 1 euro, i biglietti si comprano nelle edicola della airterminal. Il 73 (la 73, coma le chiamano a Milano) percorre lo stesso tragitto dei taxi, cioè entra in città percorrendo via Forlanini. Il capolinea è in viale Europa, a due passi due da piazza San Babila: lì c’è il metrò, linea rossa.
C’è anche un pullman per Stazione Centrale.
Per chi arriva o parte per Malpensa, c’è il Malpensa Express, treno che origina dalla Stazione Nord, in piazzale Cadorna: anche lì c’è la stazione del metrò e gli autobus.

Per quanto riguarda Genova e Torino ci sono mezzi pubblici che fanno lo stesso servizio: posso chiedere ai lettori che vivono in queste due città di indicare i mezzi di trasporto che dai rispettivi aeroporti portano in città e i relativi collegamenti urbani? Beh, buona giornata.

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